Bonus edilizi, come dimostrare l’esecuzione dei lavori

 

 

Nel tentativo di bloccare tutte le ipotesi di cessione del credito e di sconto in fattura, il decreto legge 39/2024 mette uno stop anche a gran parte dei contribuenti che avevano prenotato il diritto di trasformare la detrazione in tax credit cedibile avviando i lavori entro il 16 di febbraio del 2023, cioè entro il giorno precedente all’entrata in vigore del decreto legge blocca cessioni dell’anno scorso (Dl 11/2023).

 

 

LA NUOVA CONDIZIONE 

 

Per mantenere il diritto di cedere il credito o fare lo sconto in fattura, anche chi si è attivato entro il 16 febbraio dell’anno scorso deve aver sostenuto entro il 30 marzo 2024 una qualche spesa, documentata da fattura, per lavori già effettuati. Così si esprime il comma 5 dell’articolo 1 del Dl 39, che di fatto va a richiedere una ulteriore doppia condizione per consentire il trasferimento e la monetizzazione dei bonus edilizi.

 

In particolare, il rispetto del nuovo requisito viene richiesto a tutti coloro che hanno utilizzato i meccanismi di prenotazione previsti da due diversi commi dell’articolo 2 del Dl 11/2023:

 

 

  • il comma 2, che alle lettere a), b) e c), primo periodo, disciplina i meccanismi di prenotazione del diritto alla cessione per il superbonus, tramite la presentazione della Cilas (eventualmente abbinata al delibera assembleare per gli interventi effettuati dai condomini) o la presentazione della istanza per l’acquisizione del titolo abilitativo per gli interventi di demolizione e ricostruzione;


  • il comma 3, che alle lettere a) e b) disciplina i meccanismi di prenotazione del diritto alla cessione per i lavori agevolati da bonus edilizi diversi dal superbonus, tramite la presentazione del titolo abilitativo, oppure, per le opere in attività edilizia libera, tramite l’avvio dei lavori o, se il cantiere non è ancora iniziato, tramite la stipula di un accordo vincolante tra le parti per la fornitura dei beni o dei servizi oggetto dei lavori (con l’ulteriore previsione che, se alla data del 16 febbraio 2023 non risultano versati acconti, la data antecedente dell’inizio dei lavori o della stipula di un accordo vincolante deve essere attestata dal committente e dal fornitore con un’autocertificazione).

 

 

 

 

Studio Cadau Aldo Cadau Commercialisti Sardegna Bonus edilizi

 

 

 

LE RISTRUTTURAZIONI DELLE IMPRESE 

 

Restano fuori dalla stretta prevista dal Dl 39/2024 gli interventi agevolati in cui c’è un’impresa che esegue degli interventi di ristrutturazione e poi vende una unità immobiliare a un contribuente (menzionati dalla lettera c del comma 3 dell’articolo 2 del Dl 11/2023). Si tratta, in particolare, dell’acquisto di abitazioni inserite in fabbricati interamente ristrutturati da imprese, dell’acquisto del box auto dal costruttore e del sismabonus acquisti in misura ordinaria (ossia non superbonus). Per tutte queste agevolazioni è sufficiente che l’impresa costruttrice abbia presentato la richiesta del titolo abilitativo entro il 16 febbraio 2023. Il contribuente potrà poi sostenere le spese agevolate, ed eventualmente beneficiare di cessione o sconto in fattura, fino alla data di scadenza dell’agevolazione attualmente prevista al 31 dicembre 2024.

 

 

IL REQUISITO DEI LAVORI ESEGUITI 

 

Per gli interventi che ricadono nella stretta prevista dal Dl 39/2024 c’è da chiedersi come possa il contribuente rispettare il requisito richiesto dalla nuova norma. Siamo pur sempre di fronte a una condizione aggiunta ex post, che potrebbe mettere in difficoltà chi ha avviato i lavori e teme di non poterne provare l’esecuzione.

 

 

In attesa di indicazioni ufficiali da parte delle Entrate si possono fare alcune considerazioni.

 

  1. Il sostenimento delle spese entro il 30 marzo 2024 è un requisito ben collaudato. Persone fisiche, professionisti, enti non commerciali e imprenditori che applicano il criterio di cassa dovranno fare riferimento alla data di effettuazione del bonifico. Per i soggetti che applicano il criterio di competenza la spesa si considererà in genere sostenuta al momento di ultimazione dei lavori o dell’accettazione di un “Sal qualificato” ex articolo 1666 del Codice civile (il che potrebbe rendere problematico rispettare questo requisito).

 

  1. La norma è chiara nell’escludere chi non ha sostenuto alcuna spesa. Perciò, anche un pagamento parziale è sufficiente a prenotare il diritto alla cessione o allo sconto in fattura. Per i condomini, si fa riferimento al pagamento da parte del condominio e non a quello del singolo condomino.

 

  1. Allo stesso modo non dovrebbe porre problemi la necessità di documentare la spesa con fattura, trattandosi di un requisito generale previsto per tutti i bonus edilizi. Naturalmente per i fornitori che emettono ricevuta fiscale dovrebbe essere ammesso anche questo giustificativo. Potrebbe però ripresentarsi il problema che ha già causato problemi a fine anno: la data di riferimento deve essere quella della fattura o del suo invio allo Sdi?

 

  1. Più delicato il requisito secondo cui le spese devono riferirsi a «lavori già effettuati». La norma è generica e non sembra proprio richiedere che i lavori siano ultimati. Anzi, non richiede neppure il raggiungimento di un Sal minimo, né una corrispondenza esatta tra l’entità del pagamento e la percentuale dei lavori eseguiti (si potrebbe aver pagato i 2/3 dei lavori a fronte di lavori eseguiti per solo 1/3).

 

  1. È chiaro che il contribuente (e l’intermediario che appone il visto) dovranno avere una qualche documentazione per comprovare l’esecuzione dei lavori. Le fatture potrebbero non aiutare, soprattutto se – come spesso succede – si limitano a indicare un «acconto». Dove l’intervento si è effettivamente concluso e il contribuente dispone di un documento tecnico di fine lavori la questione si risolve da sé, così come nelle pratiche soggette all’invio all’Enea da parte di un tecnico (eco-bonus ordinario o bonus ristrutturazioni per interventi di risparmio energetico). Idem in tutti i casi in cui è stato asseverato e trasmesso un Sal per il superbonus.

 

 

Nelle situazioni di lavori in corso agevolati da bonus edilizi ordinari o da superbonus in cui non si è ancora raggiunto il Sal minimo del 30% non basterà la prova dell’apertura del cantiere (ad esempio tramite la comunicazione preventiva la Asl).

 

Sarà senz’altro utile acquisire una asseverazione o una dichiarazione firmata dal direttore lavori o, in sua mancanza, una attestazione da parte dell’impresa esecutrice. Meglio ancora se tali attestazioni sono corredate da documentazione fotografica.