Bonus ZES Unica: la certificazione del revisore

L’art. 16 del decreto legge n. 124/2023, in tema di credito d’imposta ZES Unica, non prevede nulla circa l’obbligo del rilascio di una certificazione; tuttavia, il conseguente decreto 17 maggio 2024, al comma 14 dell’art. 7, prevede quanto segue:

 

“Ai fini del riconoscimento del credito d’imposta, l’effettivo sostenimento delle spese ammissibili e la corrispondenza delle stesse alla documentazione contabile predisposta dall’impresa devono risultare da apposita certificazione rilasciata dal soggetto incaricato della revisione legale dei conti.

 

Per le imprese non obbligate per legge alla revisione legale dei conti, la certificazione è rilasciata da un revisore legale dei conti o da una società di revisione legale dei conti, iscritti nella sezione A del registro di cui all’art. 8 del decreto legislativo 27 gennaio 2010, n. 39.

 

Nell’assunzione di tale incarico, il revisore legale dei conti o la società di revisione legale dei conti osservano i principi di indipendenza elaborati ai sensi dell’art. 10 del citato decreto legislativo n. 39 del 2010 e, in attesa della loro adozione, quelli previsti dal codice etico dell’International Federation of Accountants (IFAC).”

 

Nell’affidare l’incarico di predisporre la certificazione, non bisogna dimenticare i seguenti rilevanti aspetti:

 

  •  è sempre opportuno che il soggetto si accerti, mediante accesso sul sito, dell’iscrizione del revisore nella sezione A del registro tenuto dal MEF,
  •  il compenso per la certificazione, trattandosi di un fatto non prevedibile in fase di nomina, è generalmente escluso dall’ordinario compenso deliberato per la revisione legale del bilancio,
  •  nel caso di affidamento di incarico ad un revisore legale, valutare attentamente se in capo al proprio consulente sussiste il requisito di indipendenza.

 

L’utilizzo dei crediti è subordinato alla certificazione.

 

 

Zes Unica Aldo Cadau Commercialisti Sardegna Certificazione

 

 

Certificazione e controllo degli investimenti

 

Come prevede il successivo Provvedimento n. 262747 dell’11 giugno 2024 del Direttore dell’Agenzia delle entrate, il rilascio della certificazione è condizione di fruizione del bonus maturato, distinguendo le due fattispecie verificabili:

 

  •  certificazione relativa agli investimenti realizzati e per i quali, alla data di trasmissione della comunicazione, sono state ricevute le relative fatture elettroniche (punto 4.2.a) del provvedimento);

  •  certificazione relativa agli investimenti realizzati e per i quali, alla data di trasmissione della comunicazione, non sussistono fatture elettroniche in quanto operazioni documentate con altre tipologie di documenti quali, ad esempio, contratti di leasing, atti di acquisto da privati, ecc. (punto 4.2.b) del Provvedimento); il Provvedimento individua, come investimenti non fatturabili, solo quelli effettuati con contratti di locazione finanziaria, mentre, nella realtà potrebbero sussistere anche altre tipologie di documenti a seconda dalla tipologia di investimento effettuato: contratto di compravendita per l’acquisto di immobile da privato; S.A.L. accettato per la realizzazione di un immobile effettuato mediante contratto di appalto. Si ritiene che anche tali documenti debbano essere ricompresi fra i non fatturabili.

Mentre per i documenti della prima tipologia di investimenti (c.d. investimenti fatturati) il riscontro fra investimenti realizzati e fatture elettroniche sarà fatto direttamente dall’Agenzia delle entrate al ricevimento della comunicazione, per la seconda situazione (c.d. investimenti non fatturabili), il controllo viene demandato al Centro Operativo Servizi Fiscali di Cagliari al quale la certificazione deve essere inviata a mezzo pec, nei tempi indicati nel citato punto 4.2.b) del Provvedimento.

 

L’ultimo periodo del punto 4.2 del provvedimento prevede, che in presenza di entrambe le tipologie di investimenti (fatturati e non fatturabili), anche l’utilizzo della quota degli investimenti fatturati resta subordinata all’autorizzazione per l’utilizzo del bonus spettante per gli investimenti non fatturabili.

 

Tempistica per la fruizione del Bonus

 

In una situazione del genere, ipotizzando – per semplicità. l’avvenuta realizzazione dell’intero programma di investimento, la tempistica dell’intera operazione sarebbe la seguente:

  •  entro 12 luglio 2024: trasmissione della comunicazione indicante gli investimenti realizzati e fatturati e gli investimenti realizzati e non fatturabili,
  •  entro dieci giorni successivi: pubblicazione del provvedimento che, in base al rapporto fra bonus richiesto e risorse finanziarie disponibili, provvede al riparto delle risorse mediante individuazione della percentuale di bonus spettante,
  •  entro trenta giorni dalla pubblicazione del citato provvedimento di riparto: trasmissione a mezzo pec al Centro Operativo Servizi Fiscali di Cagliari della certificazione redatta dal revisore.

 

A questo punto il Centro operativo provvede al controllo della certificazione e, una volta ultimato il riscontro, comunica all’Agenzia delle entrate l’esito dello stesso; l’Agenzia delle entrate comunica al soggetto l’autorizzazione all’utilizzo del credito d’imposta come risultante dall’esito del controllo, utilizzo che può avvenire dal giorno lavorativo successivo al ricevimento dell’autorizzazione.

 

Se, invece, il programma non avesse compreso anche investimenti mediante contratti di leasing, l’utilizzo del credito sarebbe stato possibile dal giorno lavorativo successivo alla pubblicazione del Provvedimento di riparto.

 

 

Zes Unica Aldo Cadau Commercialisti Sardegna Certificazione

 

 

La certificazione del revisore

 

 

Alla luce di quanto fin qui riportato, è possibile individuare le caratteristiche della certificazione.

Innanzitutto, le norme trattano sempre di certificazione che deve, quindi, ritenersi unica sia quando si tratta di investimenti fatturati, sia quando si tratta di investimenti non fatturabili.


Distinzione tra Investimenti Fatturati e Non Fatturabili

Tuttavia, anche se la certificazione è unica, pare opportuno che la stessa individui separatamente i costi ammissibili per investimenti fatturati e i costi ammissibili per investimenti non fatturabili, in considerazione della circostanza che i controlli sui primi potranno essere fatti in automatico dal sistema informativo dell’Agenzia, tanto è vero che il quadro E del modello di comunicazione richiede anche i dati delle fatture elettroniche, mentre i controlli sui secondi saranno effettuati dal Centro operativo di Cagliari.

 

Così, ad esempio, l’acquisto di un immobile da un privato, operazione relativamente alla quale non pare sussistere alcuna preclusione ove l’immobile abbia tutti i presupposti per essere agevolato, potrà dare luogo contemporaneamente:

 

  •  ad un investimento non fatturabile, per l’importo del costo di acquisto,
  •  e ad un investimento fatturato per i costi notarili da considerare oneri di diretta imputazione e, quindi, da imputare al costo dell’immobile.

 

La certificazione dovrà essere predisposta ogni qualvolta siano compilate le colonne 3 e/o 4 del rigo A1 della comunicazione.

 

Nella prima comunicazione da trasmettere entro il 12 luglio 2024 tali righi potrebbero anche non risultare compilati, se gli investimenti non fossero ancora realizzati, fatturati o certificati.

 

Invece, tali righi – sempre che sussista la relativa tipologia di investimento (fatturati o non fatturabili) – devono sempre essere compilati. In ciascuna delle successive comunicazioni integrative; peraltro, gli importi da indicare (uno od entrambi) nella comunicazione integrativa devono sempre essere superiori a quelli indicati nelle comunicazioni precedentemente trasmesse.

 

Nessuna norma prevede il contenuto della certificazione; in ogni caso, si raccomandata di tenere distinte gli importi relativi agli investimenti fatturati da quelli relativi agli investimenti non fatturabili, in modo che il totale di ciascuna categoria coincida con quello che verrà indicato nelle citate colonne 3 e/o 4 del rigo A1.

 

Circa gli elementi da indicare nella certificazione, non esiste un format specifico o la richiesta di informazioni particolari; comunque, si ritiene che la stessa debba contenere gli stessi elementi richiesti dalla sezione E per le fatture elettroniche già ricevute; similari indicazioni dovrebbero essere fornite anche per gli investimenti non fatturabili.

 

Requisiti documentali e contenuto della Certificazione

 

Per agevolare i controlli, è necessario che alla certificazione vengano allegate le copie delle fatture elettroniche e le copie degli altri documenti relativi agli investimenti non fatturabili pur non essendo prevista una tale allegazione in alcuna norma.

 

Solo in tal modo, infatti, il Centro Operativo di Cagliari può procedere alla “verifica documentale della certificazione indicata al punto 4.2 del Provvedimento n. 262747/2024; peraltro, l’allegazione dei documenti alla certificazione può servire anche al revisore per eventualmente dimostrare in futuro la correttezza dell’attività svolta.

 

Inoltre, la mancata allegazione dei documenti dovrebbe comportare un allungamento dei tempi del controllo che dovrà affrontare il Centro Operativo; in altri termini, se mancano i documenti, il Centro sarà impossibilitato ad effettuare il benché minimo controllo sugli investimenti non fatturabili e, conseguentemente, dovrebbe (il condizionale è d’obbligo in quanto dalla disciplina non emerge nulla) richiedere al soggetto la documentazione necessaria. 

 

La bozza di certificazione (a seguire)

 

A seguire viene presentata a seguire una bozza di una certificazione rilasciata da un revisore legale incaricato espressamente di predisporre la stessa.

 

Ovviamente la bozza deve essere opportunamente modificata ove il soggetto che richiede il bonus, ad esempio una società per azioni, abbia già provveduto alla nomina di collegio sindacale, al quale potrebbe essere stata attribuita anche la funzione della revisione legale, o alla nomina di una società di revisione o di un revisore legale.

 

In una di tali situazioni, la bozza della certificazione deve essere modificata per evidenziare che la stessa viene rilasciata da un organo societario (collegio sindacale, società di revisione o revisore legale).

 

 

 

CERTIFICAZIONE RELATIVA AL CREDITO D’IMPOSTA ZES UNICA
(art. 16 decreto-legge 19 settembre 2023, n. 2023; art. 7, comma 14, decreto 17 maggio 2024)

 

 

a

………………

……………..

……………….

……………….

 

 

Il sottoscritto Dott. …… , nato a …… il …….., con studio in ….. alla Via ……., n. …., codice fiscale ………., P. IVA ……….., iscritto al n. ….. della Sezione A dell’Ordine dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili di …… e al n. ….. della sezione A del Registro dei Revisori Legali tenuto dal MEF.

 

Premesso

  •  che ha ricevuto dalla ……… , codice fiscale ……, P,IVA ……., con sede in ……., Via ……., n. , l’incarico di procedere alla certificazione dell’effettivo sostenimento delle spese ammissibili e della corrispondenza delle stesse con la documentazione contabile predisposta dall’impresa, necessaria per beneficiare del credito d’imposta ZES unica per gli investimenti effettuati dal 1° gennaio 2024 a data odierna;
  •  che la ……….. ha fornito la documentazione richiesta dal sottoscritto e ritenuta necessaria per un’adeguata analisi della complessiva situazione;
  •  che il sottoscritto Dott. ……., nell’espletamento del proprio incarico ha osservato i princìpi di indipendenza elaborati ai sensi dell’articolo 10 del D.L. 27 gennaio 2010, n. 39 e quelli previsti dal codice etico dell’International Federation of Accountants (IFAC),

 

ATTESTA

 

ai sensi del DPR n. 445/2000, sotto la propria personale responsabilità, dopo aver effettuato i necessari controlli,

  •  che la ……., codice fiscale ……, P,IVA ……., con sede in ……., Via ……., n. .., ha effettivamente sostenuto le seguenti spese ammissibili indicate nella Tabella 1 (spese ammissibili fatturate) e nella Tabella 2 (spese ammissibili non fatturabili):

 

 

Tabella 1 – Spese ammissibili fatturate

 

 

 

 Tabella 2 – Spese ammissibili non fatturabili

 

 

 

  •  che tali spese si considerano sostenute, ai sensi dell’art. 109 del TUIR, nel periodo dal 1° gennaio 2024 a data odierna;
  •  che tali spese corrispondono alla documentazione contabile (fatture elettroniche e altri documenti) predisposta dalla …… e consegnata in copia al sottoscritto, che la allega alla presente certificazione.

 

….….., lì…..……

Dott. …….

 

Allegati:

  •  copia documento di identità del revisore;
  •  copia n. …… fatture elettroniche analiticamente indicate nella Tabella 1;
  •  copia n…… documenti analiticamente indicati nella Tabella 2.