Fondo perduto del decreto sostegno

L’articolo 1 della Bozza del Decreto Sostegno datata 1 marzo 2021 reca norme sul contributo a fondo perduto previsto dal Governo Draghi.

Scopo del contributo è quello di sostenere le imprese e i lavoratori autonomi in difficoltà a causa delle ripetute interruzioni dell’attività economica necessarie al contenimento della pandemia.

Questo contributo segue i precedenti già previsti da altri provvedimenti emergenziali e se ne discosta innanzitutto per aver superato la classificazione dei CODICI ATECO che aveva penalizzato alcuni operatori.

Naturalmente parliamo ancora di ipotesi seppur accreditate dalla bozza ufficialmente diffusa dal Governo Draghi.


Beneficiari del contributo a fondo perduto del Decreto Sostegno

Il contributo a fondo perduto spetterebbe ai soggetti titolari di partita IVA, residenti o stabiliti nel territorio dello Stato, che:

  • svolgono attività d’impresa
  • arte o professione
  • possibili beneficiari (recita la relazione illustrativa) anche gli enti non commerciali compresi gli enti del terzo settore e gli enti religiosi civilmente riconosciuti, in relazione allo svolgimento di attività commerciali. 

 

 

Aldo Cadau  Commercialista Cagliari Fondo perduto del decreto sostegno

 



Condizioni per beneficiare del contributo a fondo perduto del Decreto Sostegno

  1. Il contributo spetta esclusivamente ai soggetti con un ammontare di compensi e ricavi relativi al periodo d’imposta 2019 non superiore a 5 milioni di euro. 

  2. il contributo spetta se l’ammontare del fatturato e dei corrispettivi dei mesi di gennaio e febbraio 2021 è inferiore al 33% dell’ammontare del fatturato e dei corrispettivi dei mesi di gennaio e febbraio 2019 (prima ipotesi prevista ora pare superata)

La norma specifica che per i soggetti che hanno iniziato l’attività a partire dal 1° gennaio 2019, il contributo spetta anche in assenza del suddetto requisito del calo di fatturato/corrispettivi. 

Come calcolare il contributo a fondo perduto del Decreto Sostegno, ecco un esempio.

Il contributo a fondo perduto, secondo la bozza di decreto, è determinato applicando una percentuale alla differenza tra l’ammontare del fatturato e dei corrispettivi dei mesi di gennaio e febbraio 2021 e l’ammontare del fatturato e dei corrispettivi dei mesi di gennaio e febbraio 2019. Le percentuali erano inizialmente 3 e gli anni da prendere a riferimento erano il 2019 e il 2021. Successivamente però l’indirizzo del governo è mutato e sconto le anticipazioni di stampa relative alle dichiarazione del Ministro Giorgetti in Question Time vediamo i criteri che si ipotizzano verosimili per ottenere il fondo perduto.

Secondo le nuove indiscrezioni gli anni da confrontare, sempre su base bimestrale, sarebbero il 2019 e il 2020 e le percentuali da utilizzare come moltiplicatori della differenza del fatturato scaturente dal confronto delle due annualità sarebbero quattro:

  • 30% fatturato fino a da 100mila euro l’anno,
  • 25% fatturato fra 101mila euro e 400mila euro,
  • 20% fatturato fra 400mila euro e un milione di euro,
  • 15% fatturato da 1 a 5 milioni.

Facciamo un esempio che tiene conto delle ultime ipotesi.

Un professionista che ha fatturato di:

  • 240.000 euro nel 2019 
  • 120.000 euro nel 2020

ha una differenza annua di 120.000, mentre su base mensile è 10.000 euro. 

Dovendo calcolare sui due mesi di gennaio e febbraio del 2020 rispetto al 2019 l’importo è euro 20.000. 

A questo importo va moltiplicata la percentuale di riferimento secondo le fasce suddette che nel caso di specie sarebbe la seconda pertanto al professionista spetterebbe un contributo a fondo perduto dato da:

  • euro 20.000*25%=
  • contributo di euro 5.000