Limiti alle compensazioni in F24

 

La legge di bilancio 2024 esclude, a far data da luglio 2024, la facoltà di avvalersi dell’istituto della compensazione in F24 per quei contribuenti che abbiano iscrizioni a ruolo per imposte erariali e relativi accessori o accertamenti esecutivi affidati agli agenti della riscossione per importi complessivamente superiori a euro 100.000, per i quali i termini di pagamento siano scaduti e non siano in essere provvedimenti di sospensione.

 

Tale previsione di cui sopra cessa di applicarsi a seguito della completa rimozione delle violazioni contestate.

 

 

DEROGA

 

La previsione di cui al primo periodo non opera con riferimento alle somme oggetto di piani di rateazione per i quali non sia intervenuta decadenza.

 

SOSPENSIONE 

 

In particolare, gli F24 sono selezionati per l’applicazione della procedura di sospensione, utilizzando i seguenti criteri.

 

 

 

CRITERI 


Tipologia dei debiti pagati


Tipologia dei crediti compensati



Coerenza dei dati indicati nel modello F24

Dati presenti nell’Anagrafe Tributaria o resi disponibili da altri enti pubblici, afferenti ai soggetti indicati nel modello F24

Analoghe compensazioni effettuate in precedenza dai soggetti indicati nel modello F24

Pagamento di debiti iscritti a ruolo, di cui all’articolo 31, comma 1, del D.L. n. 78/2010, conv. con modif. in L. n. 122/2010[7]

 

 

 

GESTIONE DELLE SOSPENSIONI DEL MODELLO F24

 

Con apposita ricevuta viene comunicato al soggetto che ha inviato il modello F24 se la delega di pagamento è stata sospesa.

 

Nel caso in cui sia stata avviata la procedura di sospensione nella medesima ricevuta viene indicata anche la data di fine del periodo di sospensione, che non può essere maggiore di trenta giorni rispetto alla data di invio del modello F24.

 

 

 

LA SOSPENSIONE RIGUARDA L’INTERO CONTENUTO DELLA DELEGA DI PAGAMENTO.

 

 

Durante il periodo di sospensione, non viene effettuato l’addebito sul conto indicato nel file telematico dell’eventuale saldo positivo del modello F24 e può essere richiesto l’annullamento della delega di pagamento secondo le ordinarie procedure telematiche messe a disposizione dall’Agenzia delle entrate.

 

 

PROCEDURA POST VERIFICA

 

Se in esito alle verifiche effettuate, l’Agenzia delle entrate rileva che il credito non è stato correttamente utilizzato, comunica lo scarto del modello F24 al soggetto che ha inviato il file telematico, tramite apposita ricevuta, indicandone anche la relativa motivazione.

 

Tutti i pagamenti e le compensazioni contenuti nel modello F24 scartato si considerano non eseguiti.

 

Fermi restando i successivi ordinari controlli sui crediti compensati, se in esito alle verifiche effettuate dall’Agenzia delle entrate, il credito risulta correttamente utilizzato, la delega di pagamento si considera effettuata nella data indicata nel file telematico inviato e:

 

  1.  in caso di modello F24 a saldo zero, con apposita ricevuta, l’Agenzia delle entrate comunica al soggetto che ha trasmesso il file telematico l’avvenuto perfezionamento della delega di pagamento;
  2.  se il modello F24 presenta saldo positivo, l’Agenzia delle entrate invia la richiesta di addebito sul conto indicato nel file telematico, informando il soggetto che ha trasmesso il file.

 

 

 

Aldo Cadau Studio Cadau Commercialisti Sardegna Cagliari compensazioni F24

 

 

 

In assenza di comunicazione di scarto del modello F24 entro il periodo massimo di sospensione di 30 giorni, l’operazione si considera effettuata nella data indicata nel file telematico inviato.

 

Durante il periodo di sospensione e prima che siano intervenuti lo scarto o lo sblocco della delega di pagamento, il contribuente può inviare all’Agenzia delle entrate gli elementi informativi ritenuti necessari per la finalizzazione della delega sospesa.

 

Tali elementi sono utilizzati dall’Agenzia delle entrate ai fini del controllo dell’utilizzo del credito compensato.

 

I criteri selettivi previsti e la procedura prevista sono applicati, ove compatibili, anche ai residui casi in cui è consentita la presentazione di deleghe di pagamento contenenti compensazioni attraverso i servizi telematici messi a disposizione da banche, Poste e altri prestatori di servizi di pagamento.

 

Restano ferme, altresì, le specifiche disposizioni vigenti che prevedono il controllo preventivo, in fase di elaborazione dei modelli F24, dell’utilizzo in compensazione dei crediti d’imposta.

 

 

INDEBITE COMPENSAZIONI 

 

La stessa norma prevede che, con comunicazione da inviare al contribuente, è applicata la sanzione pari al 5% per cento dell’importo, per importi fino a 5.000 euro, e pari a 250 euro, per importi superiori a 5.000 euro, per ciascuna delega non eseguita.

 

Non trova applicazione – per espressa previsione normativa – l’art. 12, del D.Lgs. n. 472/1997 (niente cumulo giuridico e continuazione).

 

Qualora a seguito della comunicazione il contribuente, entro i trenta giorni successivi al ricevimento della stessa, rilevi eventuali elementi non considerati o valutati erroneamente, può fornire i chiarimenti necessari all’Agenzia delle entrate.

 

L’iscrizione a ruolo a titolo definitivo della sanzione di cui all’art. 15, comma 2-ter, del D.Lgs. n. 471/1997, non è eseguita se il contribuente provvede a pagare la somma dovuta, con le modalità indicate nell’art. 19 del D.Lgs. n. 241/1997, entro trenta giorni dal ricevimento della comunicazione.

 

L’agente della riscossione notifica la cartella di pagamento al debitore iscritto a ruolo entro il 31 dicembre del terzo anno successivo a quello di presentazione della delega di pagamento. I pagamenti compensati non andati a buon fine – sospesi e poi scartati – soggiacciono, altresì, alle sanzioni per omesso/tardivo versamento di cui all’articolo 13, del D.Lgs. n. 471/1997.